La Testa nell’Ultra Trail Running: Come Gestire le Crisi Mentali Quando Mancano 30 km

Nell’ultra trail running, quando mancano 30 km e sono le tre di notte, la differenza tra chi arriva al traguardo e chi si ritira non è quasi mai fisica. È mentale. La testa ultra trail running è la variabile che decide tutto, e quasi nessuno la prepara in modo specifico.

Testa ultra trail running: cosa succede nelle ore buie

Nelle ore buie la testa produce pensieri che in condizioni normali non esisterebbero: “Non ce la faccio”, “Mi ritiro al prossimo ristoro”, “Ho sbagliato tutto”. Questi pensieri sono quasi sempre bugiardi. Non riflettono la realtà, riflettono lo stato di fatica del sistema nervoso. Il corpo è esausto, il cervello interpreta quella stanchezza come impossibilità di continuare. Ma nella maggior parte dei casi non è vero.

Le quattro strategie che funzionano davvero

Riduzione del campo visivo. Quando mancano 30 km non pensare a 30 km. Pensa al prossimo ristoro, al prossimo tornante. Un chilometro alla volta, un passo alla volta se necessario.

Continuare a muoversi. Fermarsi e sedersi quando arriva la crisi è quasi sempre l’errore peggiore. Il corpo si raffredda, ripartire diventa più difficile. Anche camminando piano, continuare a muoversi mantiene il corpo in uno stato da cui è più facile riprendersi.

Cibo e liquidi prima di cedere. Molte crisi mentali nell’ultra hanno causa fisica: ipoglicemia, disidratazione, deficit di sali. Prima di arrenderti, mangia qualcosa e aspetta 15-20 minuti. La percentuale di crisi che passano dopo aver mangiato è sorprendentemente alta.

Dialogo interno accurato. “Non ce la faccio” è una profezia che si autoavvera. “Sto attraversando un momento difficile e passerà” è più accurato e più utile. Le crisi nell’ultra quasi sempre passano, e saperlo cambia tutto.

Quando il ritiro è la scelta giusta

Il ritiro ha senso con un infortunio reale che rischia di diventare serio, condizioni meteorologiche pericolose, o un problema fisico grave come iponatremia o ipotermia. Non ha senso quando si è solo stanchi o quando il ritmo è calato.

La domanda da farsi: “Tra un’ora starò peggio fisicamente o semplicemente non avrò più voglia di continuare?” Se la risposta è la seconda, mangia qualcosa e riparti.

WLF Method e la preparazione mentale all’ultra

Nel WLF Method la preparazione mentale è parte integrante del lavoro con gli atleti che si avvicinano all’ultra. Le strategie di gestione delle crisi, il dialogo interno, la pianificazione degli scenari difficili si discutono e si preparano in anticipo. Approfondisci anche su perché dopo i 50 anni non migliori più.


Questo articolo è tratto dall’episodio 30 di Performance Senza Filtri, il podcast di Fabio Calzola, chiusura della Stagione 6: Trail e Ultra.

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📍 WLF Team Sport ASD, Pontevigodarzere, Padova
🌐 www.wlfteamsport.com
📸 @coachfabiorunninglab

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